Anche i pubblicitari italiani si allineano a Fiorello e si schierano a fianco di Carlo Conti colpito da numerose polemiche, fino agli insulti social, causa il suo compenso da 650mila euro per la conduzione del Festival. Oggi la replica dispiaciuta del conduttore: “Mi dispiace molto. Comprendo il sentimento che parte da un disagio che c’è nella società ma bisognerebbe sapere i fatti. Non perché un giornale fa un titolo e scrive una cifra allora è quella giusta e viene cavalcata in maniera populistica”.
Dalla parte di Carlo Conti si schierano oltre a Fiorello i pubblicitari, ovvero gli esperti del settore ella comunicazione.
“Immancabili polemiche a parte, il cachet di Conti, a mio avviso, è molto più che equo– commenta il pubblicitario Cesare Casiraghi, uno dei più riconosciuti pubblicitari italiani direttore creativo dell’agenzia Casiraghi Greco& – Se si considera l’impegno in ordine di tempo (la preparazione di Sanremo inizia mesi prima delle serate), le responsabilità del ruolo e la complessità nella gestione del più importante evento televisivo italiano, il compenso del direttore artistico Conti è semmai livellato verso il basso. A maggior ragione se si considera quanto il Festival stia portando nelle casse della Rai in termini di raccolta pubblicitaria”.
“Con Conti al timone del Festival quest’anno addirittura si sfonderà il muro dei 25 milioni di raccolta pubblicitaria – riflette il comunicatore Davide Ciliberti, fondatore dell’agenzia Purple & Noise PR – che era già considerato un traguardo ambizioso. Inoltre il compenso, lordo, non è legato al singolo evento ma inserito in un contratto di esclusiva che comprende la conduzione, la direzione artistica del Festival, di Radio Rai e la realizzazione, in qualità di autore e conduttore, di altre trasmissioni”.