Il sanremese Rosario Marcianò è stato querelato dalla famiglia di Valeria Solesin, ragazza uccisa nell’attacco al Bataclan di Parigi del 13 novembre 2015. Marcianò su Facebook ha sostenuto che l’attentato fosse una messa in scena, le vittime fossero tutti attori, Valeria Solesin nemmeno esistesse e i genitori di Valeria fossero due attori. La Procura di Venezia ha intimato a Marcianò di rimuovere i post. Dato che non è sato fatto, il profilo su Facebook è stato rimosso.
Valeria Solesin, studentessa veneziana morta negli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, purtroppo era stata anche oggetto sui social network di teorie complottiste.
Il 54enne sanremese Rosario Marcianò (che si definisce scienziato e che cura un blog su scie chimiche e affini) addirittura sostenne che la ragazza fosse in realtà una persona “inventata”. Gli attentati di Parigi sarebbero stati un’operazione creata ad hoc dalla massoneria per convincere l’Occidente a scendere in guerra contro lo Stato islamico.
“Ma ci sono state davvero delle vittime? Inizio ad avere dei dubbi anche su questo” scrisse in uno dei commenti in un post sulla sua pagina Facebook. “Non c’è alcun suo profilo, ma solo pagine create ad hoc per commemorarla – aveva scritto in un commento poi sparito – Ma la cosa curiosa è che questa Valeria Solesin proprio non esiste, sulla Rete, prima di questo evento, per cui è facile pensare che sia un personaggio inventato. Poi che cosa ci avrebbe potuto fare un tipo del genere ad assistere ad un concerto heavy metal il cui pezzo portante era intitolato Bacia il diavolo?”.

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