Sarà Umberto Galimberti, uno dei più autorevoli pensatori contemporanei, ad inaugurare domani, martedì 12 luglio (ore 21.15), in piazza San Siro a Sanremo l’edizione 2016 di Caffè Venezuela, rassegna di incontri ormai da sei anni punto di forza del calendario estivo del Comune di Sanremo.

Quello con Umberto Galimberti, filosofo di notevole popolarità, complici le presenze televisive, nonché i puntuali e seguitissimi contributi alle pagine di Repubblica, sarà il primo di sette appuntamenti della rassegna che quest’anno la Cooperativa CMC con la direzione di Angelo Giacobbe ha deciso di connotare con il sottotitolo Tra anima e corpo.

Nato a Monza nel 1942, Galimberti è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca’ Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Association for Analytical Psychology. Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e di psicologia, ha tradotto e curato diversi saggi di Jaspers, di cui è stato allievo durante i suoi soggiorni in Germania.

Il titolo dell’incontro “Gli equivoci dell’anima e la rimozione del corpo” suggerisce stimoli e contenuti assai preziosi.

A presentare il professor Galimberti sarà la giornalista e traduttrice Antonella Viale.

Inizio ore 21.15.

Ingresso libero.

Anche l’edizione 2016, così come in quella precedente, Caffè Venezuela esce dallo schema della mera presentazione allargando la possibilità degli incontri ad attività performative, reading, talk show, interventi musicali. La Cooperativa CMC propone sette appuntamenti in una no-stop estesa dal 12 luglio al 26 agosto sempre nella location di piazza San Siro (con la sola eccezione dell’incontro del 20 luglio, ospitato in Piazza Santa Brigida), cuore pulsante della Sanremo storica, vera icona della cultura e della tradizione cittadina.

Tutto questo sotto il titolo di Caffè Venezuela, ritrovo situato all’incrocio tra via Mameli e Via Matteotti (nell’attuale sede di Intesa San Paolo), luogo di incontro per la jeunesse dorée cittadina a cavallo tra gli anni ’40 e ’60, frequentato da un giovane Carlo Dapporto, dal famoso violista Pietro Minari e da Italo Calvino poco più che adolescente. A metà degli anni ’90 Caffè Venezuela è stato anche il nome di una rivista edita dalla giovane associazione culturale I Baroni Rampanti.