Nella notte fra il 15 ed il 16 aprile, un’operazione coordinata dalla Squadra di Polizia Giudiziaria in collaborazione con il P.A.F. francese ha portato all’arresto di quattro cittadini residenti in Francia: due nei pressi dell’autostrada A/10 di Ventimiglia, ed altri due presso il casello autostradale “Le Turbie”. L’accusa : favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’operazione fa parte di una attività molto più vasta, che ha lo scopo di limitare l’immigrazione comoriana nei territori italiani e di abbattere l’organizzazione clandestina che fa capo a Marsiglia, e che si occupa di organizzare il trasporto degli immigrati comoriani tramite autisti e vetture con targa francese.

Come sono andati i fatti

Dopo diverse ore di appostamento, gli ufficiali della Squadra di Polizia Giudiziaria hanno intercettato sull’autostrada A/10 di Ventimiglia una Ford Focus con a bordo due cittadini francesi e 5 immigrati clandestini delle Isole Comore, uno stato insulare situato in Africa Orientale. L’auto, munita di targa francese, era già stata precedentemente segnalata alle autorità, nell’ambito di un’operazione internazionale che da mesi studia i movimenti di questa ondata di immigrazione clandestina che entra nel paese grazie ai “passeur”: autisti di nazionalità francese che, dietro il pagamento di una somma, traghettano illegalmente gli immigrati comoriani. Contemporaneamente, un’altra auto con due francesi e 3 cittadini comoriani veniva bloccata presso il casello autostradale “Le Turbie”. Entrambe le vetture avevano effettuato una sosta notturna a fari spenti per caricare a bordo i clandestini. Fra i quattro passeur francesi arrestati figura anche Said Youssouf, presunto capo dell’organizzazione criminale.

La cooperazione italo-francese per arginare il fenomeno dei passeur

L’operazione si è svolta a margine di un’indagine già ampiamente sviluppata in questi ultimi mesi, nata dalla proficua collaborazione fra le Forze dell’Ordine italiane, appoggiate dal Prefetto di Imperia, e le forze di polizia ed investigative francesi, coordinate dal Prefetto di Nizza. La notizia di rilievo è che l’aumento dell’attenzione nei confronti del fenomeno dei passeur, che era stata decisa lo scorso 6 aprile dal Comitato Misto tenutosi ad Imperia, ha portato frutti immediati e, soprattutto, decisivi: qualora venisse confermato il ruolo chiave di Said nell’organizzazione criminale marsigliese, gli arresti del 15-16 aprile avrebbero di fatto decapitato la struttura alla base di questo preoccupante fenomeno migratorio illegale. La volontà di collaborazione fra le forze italiane e quelle francesi è stata dunque decisiva nel portare in pochi mesi all’arresto di un totale di 19 persone, accusate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Un’insolita agenzia di viaggi con sede a Marsiglia

L’attività investigativa sull’asse italo-francese aveva già da tempo preso di mira un’organizzazione criminale con sede a Marsiglia. Tale struttura funzionerebbe come una sorta di agenzia di viaggi per soli comoriani: ne organizza l’infiltrazione in Italia dietro pagamento anticipato di una certa somma di denaro, assicurandone il passaggio alla frontiera grazie ai “passeur”. Le indagini hanno tra l’altro scoperto una rete di procacciatori che frequentava la stazione di Ventimiglia alla ricerca di possibili nuovi clienti.

Il delitto di favoreggiamento dell’immigrazione

Tale tipo di reato è sanzionato penalmente dall’articolo 12 del testo unico immigrazione con la reclusione da 1 a 5 anni e la multa di quindicimila euro per ogni straniero favorito e si applica a chi promuove, organizza o dirige, finanzia o effettua il trasporto di clandestini nel territorio dello Stato.

Sanzione penale che aumenta con la reclusione da 5 a 15 anni e con la multa di quindicimila euro per ogni straniero nell’eventualità in cui l’ingresso o la permanenza illegale riguarda cinque o più persone; oppure il trasportato è stata esposto a pericolo per la sua vita o per la sua incolumità ; o è stato sottoposto a trattamento inumano o degradante ; o commesso da tre o più persone in concorso tra loro utilizzando servizi internazionali di trasporto oppure documenti contraffatti o alterati ; o con disponibilità di armi o materie esplodenti.